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Non parliamo di Socialismo, parliamo del Capitalismo


Sanità Pubblica


25 ottobre 2006

Nuove nuove dall'Agenzia Sanità Lazio

Il Presidente dell'Agenzia  alla Sanità della Regione Lazio ha presentato un piano: razionalizzare la spesa della Sanità di Roma
( La Repubblica - Cronaca di Roma  25.10.2006).
  Bene!  Ma perchè solo di Roma e non dell'intera Regione. Il Progetto di D'Ubaldo ha  molti punti di contatto con il documento programmatico per la Sanità editato il 9.10.2006 su questo blog dal Coordinamento Provinciale di Roma de " I Socialisti". Ma in quello proposto dall'Agenzia Sanità regionale  ci si è dimenticati  del territorio e  dei  piccoli comuni. La strada potrebbe essere  giusta se non si lascia indietro nessuno.




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9 ottobre 2006

Documento Programmatico Sanità

Documento programmatico

2006 Associazione politica organizzata “ I Socialisti”

in tema di

 

Sanità Pubblica

 

Il nostro Paese, l’Italia, e l’Europa hanno, da sempre, garantito ai propri cittadini ed allo straniero, ospite su queste terre, le cure per il benessere fisico. In tal modo si è garantita la salute della collettività, al punto tale di essere la prima preoccupazione di ogni governante. Tale aspetto differisce dalla tradizione individualista degli Stati Uniti e degli altri che emulano tale indirizzo. Quest’ultimo tipo di  scelta politica pone l’individuo al centro della società e lo lascia libero di agire e di provvedere a se stesso, la collettività è posta in secondo piano. Questa  scelta permette al singolo di affrontare gli eventi con le proprie  forze ma se fallisce resta emarginato. Questo è il dramma che domina nei Paesi cosiddetti liberisti.  L’idea del sociale è, invece,  fortemente radicata nei paesi europei  e maggiormente in Italia. I tentativi , però, di sradicare tale principio incombono  sulla nostra società e contro di questi i cittadini, attraverso la politica partecipata e non delegata come avviene da circa quindici anni,  devono trovare la possibilità di opporsi salvaguardando un principio sacrosanto della  collettività.

La Regione Lazio, nel Bilancio del Servizio Sanitario, ha conseguito un primato  nazionale  negativo assoluto cui si avvicina, ma a debita distanza, solo la Regione Campania con circa 180 euro di disavanzo  pro capite. Tutte le altre  Regioni sono molto lontane da questo disavanzo e ben  cinque  sono  in una condizione di  avanzo o pareggio.

Altro  primato nazionale assoluto che detiene la Regione Lazio è quello relativo alle spese per  acquisto di prestazioni sanitarie da privato ( convenzioni)  che risulta essere  di gran lunga superiore al 50% del totale della spesa sanitaria. Questa condizione determina una forte ingerenza   da parte del settore privato a danno del servizio pubblico. In parole povere  con  i soldi dei contribuenti si arricchiscono gruppi privati che  esercitano, a loro volta, pressioni su scelte politiche atte a  legiferare provvedimenti di sottrazione delle prestazioni sanitarie ai cittadini.

La riorganizzazione del Sistema Sanitario Nazionale aveva individuato, all’inizio degli anni ’90, nella aziendalizzazione  delle strutture pubbliche  della Sanità la possibile soluzione dei problemi di bilancio. Oggi ogni cittadino ha  esperienza di cosa questa  scelta abbia determinato nella qualità dei servizi, nella tempestività delle cure e  nella aspettativa della garanzia di salute. La cronaca ogni giorno elenca i disastri perpetrati dal sistema manageriale svincolato dal controllo politico del cittadino. Tuttavia  la fiducia nel servizio pubblico, da parte dei cittadini, è ancora  forte.

Un elemento che interferisce  nella dinamica della disponibilità e di servizi sanitari è il tempo  che viene  consumato  nella mobilità  per raggiungere il luogo della prestazione sanitaria.  Il sistema Aziendale ha di fatto trasformato il cittadino con necessità di cure in un cliente, privilegiando l’aspetto meramente monetario a quello di bisogno primario. Entrando in competizione con altre Aziende sanitarie, si sono moltiplicati i livelli di spesa ed indirizzate le scelte  verso la convenienza di bilancio anziché verso le necessità del territorio. Nel sistema il Direttore Generale  è diventato un generatore di dispersione del pubblico denaro incontrastato e non controllato. In tutte le Aziende pubbliche o private esiste un consiglio di amministrazione, in quelle pubbliche questo ha rappresentanza politica. Per quale motivo  nelle Aziende sanitarie questo non è stato previsto?

“ I Socialisti” hanno il mandato storico di garantire al cittadino la partecipazione alla politica e garantire uno dei beni fondamentali della società: la salute pubblica. A TAL FINE   I SOCIALISTI   SI IMPEGNANO E CHIEDONO, A COLORO CHE ADERIRANNO AL GRUPPO POLITICO, DI PRESENZIARE ATTIVAMENTE, FINALIZZANDO L’AZIONE IN ALCUNI PUNTI FONDAMENTALI:

 

1)      Revisione del sistema Aziendale della sanità pubblica  istituendo i Consigli di Amministrazione, i cui Membri siano nominati dai Comuni, che affianchino i Direttori Generali

2)      Riduzione del numero delle Aziende sanitarie accorpando presidi periferici delle ASL con presidi ospedalieri di rilievo. Questo per avvicinare alla cittadinanza la  miglior qualità della prestazione e ridurre la mobilità del cittadino.

3)      Revisione dell’istituto dell’Accreditamento delle strutture  cliniche private in funzione delle reali necessità territoriali. Controllo dell’appropriatezza del servizio erogato, della qualità del livello tecnologico e controllo  del rispetto della normativa del lavoro dipendente presso tali strutture.

4)      Privilegiare  le potenzialità  scientifiche e di esperienza del personale dipendente, limitazione dei  rapporti di consulenza esterna per finalità progettuali con giustificata motivazione.

 

 

                                                  Il Coordinatore della Provincia di Roma

 

                                                                          S. F.

 

 

 




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