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All'Inferno

il Riformista

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giovedì 28 giugno 2007


SOCIALISTI RIFORMISTI, VIL RAZZA DANNATA

Veltroni e Bertinotti sono persone amabili, gentili, con autentiche passioni politiche e civili. È difficile non stimarli e non voler loro bene. E, tra di loro, se ne vogliono molto. Entrambi sono amici miei, e - non è un paradosso - sono simili nell'approccio leggero alla politica e hanno in comune un convincimento: l'avversione al socialismo democratico, alla sua storia e alla sua attualità. Quel socialismo non è considerato fonte di idealità, di identità, di passioni, di generosità, ma solo di un piatto pragmatismo riformistico entro cui covano opportunismi e corruzione. Eppure non è così né Europa e né in Italia. Ma il fatto non riguarda solo loro due. Martedì sul “Foglio” la senatrice Rina Gagliardi ha scritto che «se il costituendo Pd ha bisogno di uno scatto, di una fisionomia più definita e di un leader più popolare, tutto questo non può che essere Walter Veltroni». Il quadro che si vuole delineare è questo: un partito di centrosinistra, moderato ma popolare, di «riformismo radicale» da una parte; un partito di sinistra «alternativa» dall'altra. Il socialismo riformista è invece morto in Italia e infrequentabile in Europa. Cari amici, è un quadro che non regge. E saranno i fatti a dircelo.

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Pubblicato il 29/6/2007 alle 17.9 nella rubrica Diario.

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