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Sulle Pensioni

18/07/2007 - Dichiarazione sulle pensioni
 
Con riferimento al negoziato sulle pensioni tra Governo e Sindacati - perché di questo si tratta e non più di normale concertazione - il Presidente del Consiglio On. Prodi, ha affermato il Segretario dei Socialisti Italiani Zavettieri, dovrebbe guardare più agli interessi generali ed ai voti degli elettori italiani che agli interessi particolari ed ai voti in Parlamento della sinistra antagonista. Il nodo della previdenza e delle pensioni di anzianità, istituto che sopravvive solo in Italia più per conservare sacche di privilegio per apparati pubblici, para-pubblici e sindacali, che per tutelare gli operai che il più delle volte dopo la pensione non hanno cosa fare e dove andare, è strettamente legato alle politiche generali che il Governo intende adottare. Non c’è più chi non riconosce che l’enorme debito pubblico col conseguente insostenibile carico fiscale rappresenta un grave ostacolo ad ogni strategia di sviluppo che faccia della crescita economica, della competitività e dell’innovazione, delle nuove opportunità specie per i giovani, l’asse portante di una maggioranza di governo di centro - sinistra e riformista che vuole rinnovare l’economia, la società e le istituzioni e non scadere nella gestione ordinaria e nel ristagno economico e sociale. Il Ministro Bonino ha fatto bene a richiamare con la remissione del suo mandato al Presidente del Consiglio l’attenzione dei riformisti sotto qualunque bandiera collocati, ad una mobilitazione decisa, volta ad impedire un compromesso al ribasso sul tema delle pensioni destinato a pregiudicare la debole ripresa in atto, ad impedire una politica di sviluppo e modernizzazione ed il recupero di quei consensi che soli possono consentire all’attuale governo di proseguire sul suo cammino. La Costituente socialista per sua natura e cultura riformista non può che schierarsi senza riserve su questo versante contrastando il potere di interdizione e la spinta corporativa della nuova alleanza sinistra-sindacati ed invitando il Presidente del Consiglio ad un grande atto di coraggio dello stesso segno di quello compiuto da Craxi col decreto di San Valentino del 1984, pena la lenta agonia e la fine ingloriosa del suo governo.
 On. Saverio Zavettieri

Pubblicato il 18/7/2007 alle 22.3 nella rubrica Diario.

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